San Giuda Taddeo
Ultimo aggiornamento:
31 Maggio 2019
San Giuda Taddeo Apostolo

Brevi cenni biografici
dalla tradizione cristiana

Quantunque varie siano le opinioni dei Padri e degli Evangelisti circa la prosa pia dell'Apostolo San Giuda Taddeo, tutti sono concordi nel ritenere storicamente che egli discenda dalla stirpe regale di Davide e quindi, come tale sia consanguineo di Gesù Cristo.
Infatti, il padre di San Giuda, chiamato Cleofa, era fratello germano di San Giuseppe Sposo della Beatissima Vergine; la madre, chiamata Maria di Cleofa, era cugina della medesima Beatissima Vergine: quindi San Giuda Taddeo era cugino carnale di Gesù.
San Giuda fu quindi uno dei dodici Apostoli ed è annoverato, secondo San Marco, al decimo posto della gerarchia apostolica e, secondo San Luca, all'undicesimo posto.
Il campo di azione apostolica di San Giuda fu vastissimo; evangelizzò prima la Giudea, poi la Mesopotamia ed infine la Persia portando ovunque il lume della verità, trasmettendo il Verbo del Signore ed operando, in Suo nome, i più segnalati miracoli: il numero dei discepoli aumentava di giorno in giorno, traeva a sé moltissimi cristiani, nominava Diaconi, Sacerdoti e Vescovi e fondava Chiese Cristiane in tutte le contrade da lui attraversate.
Ritornato in Persia si riunì all'Apostolo San Simone e con lui dovette fieramente combattere contro le eresie di Zaroes e Arfexat, sacerdoti idolatri, che avevano sconvolto la coscienza di quel popolo preparandolo alla rivolta contro la parola e le opere dei due Santi Apostoli.
San Giuda sapeva che la sua missione terrena era alla fine e che il martirio, per la gloria di Dio, era vicino!

Giunti appunto in Suamyr, grande centro della Persia, i due Apostoli presero alloggio presso un loro discepolo, chiamato Semme; la mattina seguente al loro arrivo, i sacerdoti idolatri di quella città, seguiti da una grande moltitudine di popolo aizzato dalle velenose pressioni di Zaroes ed Arfexat, circondarono la casa di Semme reclamando a viva voce la consegna dei due Apostoli.
"Consegnaci, o Semme, all'istante i nemici dei nostri dèi, altrimenti ti bruceremo la casa!".
A queste parole minacciose che non ammettevano replica, San Giuda e San Simone si affidarono, vittime della loro fede, nelle mani di quei forsennati che li obbligarono inutilmente ad adorare le loro false deità; bastonati entrambi a sangue, trovaruno la forza di guardarsi negli occhi e San Giuda, rivolto al compagno di martirio, gli disse: " Fratello, io vedo il Signore Nostro Gesù Cristo che a sè ci chiama ".
La turba degli idolatri, ignara di questi celesti colloqui, spinta da un insano furore, si avventò con maggiore accanimento sopra i corpi già sanguinanti dei due Santi Apostoli facendone scempio: la corona del martirio brillava sul loro capo glorioso!
Mentre le loro anime sante venivano accolte nella Patria eterna e poste alla destra del Padre per il Quale avevano dato l'olocausto della vita, il cielo di Suamyr, teatro di quel barbaro martirio, veniva squarciato da terribili folgori, il tempio idolatra raso al suolo ed i due sacerdoti Zaroes ed Arfexat, autori indegni dello scempio, fulminati dalla giustizia divina.

Si ritiene che il martirio sia avvenuto l'anno 70 dell'era cristiana, cioè 36 anni dopo l'Ascensione di Gesù Cristo in Cielo; la Chiesa celebra la ricorrenza il 28 ottobre, giorno del loro martirio.
I corpi dei due Santi Apostoli vennero custoditi in Babilonia in un sontuoso tempio cristiano fatto costruire, in tre anni di lavoro, da quel re cristiano; quel sepolcro divenne immediatamente glorioso per la frequenza dei miracoli operati dal Santo.
Da Babilonia le reliquie vennero successivamente trasportate a Roma e deposte nella Basilica Vaticana ai piedi di un altare dedicato ai due Santi Martiri.
Da questo sepolcro il Santo che tanto sollecitamente risponde alle invocazioni di soccorso del genere umano, dispensa al mondo le grazie ed i favori più eletti che la misericordia del Signore accorda alle sue potentissime suppliche.

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